A colors radio tra neoliberismo, populismo e liberalismo

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Oggi ho avuto il piacere di partecipare alla trasmissione Massoneria On Air del sempre seguitissimo David Gramiccioli e l’onore di prendere il post di Gioele Magaldi nella seconda parte della registrazione.

Durante il mio intervento ho avuto modo di parlare della realtà Londinese del Movimento Roosevelt e di quello che rappresenta nello scenario politico odierno.

Riascoltando il mio intervento, ho pensato di volere però approfondire un tema in particolare: il ruolo che il social-liberalismo ha nei confronti di neoliberismo e populismo.

Durante la trasmissione ho infatti parlato di come l’intero panorama politico odierno si muova all’unisono all’interno del paradigma neoliberista. Nessun esponente di spicco di nessun partito osa davvero mettere in discussione il regime economico in cui viviamo e sembra che alcune teorie economiche siano in realtà immutabili leggi naturali. Ho parlato anche di come all’interno del capitalismo ci siano altri modelli economici possibili e di come la politica è stata strategicamente e strumentalmente svilita per privare il popolo dell’unico strumento per modificare la realtà in cui vive in maniera pacifica e democratica.

In questo panorama, il ruolo del Movimento Roosevelt è prevalentemente pedagogico in quanto bisogna spiegare alle persone che la politica è un’arte nobile e necessaria e che le strade alternative ci sono.

Ho però omesso di dire che il populismo, d’altra parte, non rappresenta assolutamente una proposta alterativa e valida al neoliberismo. Anzi, nelle sue forme più correnti il populismo opera pienamente nello schema neoliberista, rinforza il messaggio che la politica non è necessaria, e si concretizza il più delle volte in conservatorismi e nulla di fatto.

Quello di cui abbiamo bisogni invece è riscoprire una tradizione social-liberale, quella di economisti come J.M. Keynes e William Beveridge e politologici come John Rawls, che possa sviluppare una forma di capitalismo che, lasciando all’individuo liberta di iniziativa e profitto, si occupi anche di creare pari opportunità e di tutelare i diritti fondamentali dell’uomo, inclusi i diritti economici.

Proprio nel corso della trasmissione di David Gramiccioli, parlando di William Beveridge, ho raccontato di come questi abbia sviluppato il welfare system inglese come Ministro dell’Economia del primo governo labour del dopoguerra; mi è sfuggito però di ricordare che William Beveridge era in realtà un keynesiano del Liberal Party. Quel connubio tra ideali sociali labouristi e spirito liberale ha creato la più avanzata e socialmente giusta democrazia del 20° secolo ed è proprio quel connubio che dobbiamo andare a riscoprire.

La conversazione del conflitto tra neoliberismo, populismo e liberalismo si inserisce perfettamente nel tipo di riflessioni che vogliamo fare insieme a Gioele Magaldi e Giulietto Chiesa a Londra il 10.03.2017 durante l’evento TRAME DI POTERE che si terrà alla London Metropolitan University.

Per coloro che fossero interessati all’evento potete trovare tutte le informazioni a questo link.
Per ascoltare la puntata di colors radio potete visitare questa pagina.

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